Era in compagnia della moglie e del figlio Giovanni Strangio. In una tranquilla palazzina di tre piani sita nel quartiere Diemen di Amsterdam. Con lui c’era il cognato, Francesco Romeo, classe 67, ricercato dal 1997 per traffico internazionale di stupefacenti. Strangio invece, è ritenuto dagli inquirenti, il promotore, organizzatore ed esecutore materiale della Strage di Duisburg, del 15 agosto del 2007. Questa volta, gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo di Roma, e delle polizie tedesche e olandesi, hanno posto fine alla latitanza dei due calabresi.

Dopo la Strage di ferragosto, San Luca era diventato quasi un paese di sole donne. Gli “uomini” , delle famiglie interessate nella faida, tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari, erano scomparsi. In gergo si chiama latitanza volontaria. Ma Giovanni Strangio, classe 1979, nato a Siderno, era latitante perchè la pressione dello Stato su San Luca all’alba del 16 agosto, era fortissima. Neanche l’Asrpomonte era più un nascondiglio sicuro.

Stamane nella conferenza stampa tenutasi in questura, a Reggio Calabria, oltre ai giornalisti, alla presenza del Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, del Questore di Reggio Santi Giuffrè e del capo della Squadra Mobile Renato Cortese, c’erano ad assistere moltissimi uomini e donne del reparto, che hanno sacrificato giorni e notti, famiglia e affetti, feste comandate o non, pur di arrivare al risultato di oggi. Il Dottor Cortese in conferenza appare provato, ma allo stesso tempo raggiante come chi si sente orgoglioso di aver fatto il proprio lavoro, bene. Di aver servito lo Stato con fermezza. Inorgoglito di aver nuovamente riscattato un pò di dignità per la società civile. Dormiente. Nessuno aspetta e nessuno applaude quando a Reggio e provincia si eseguono arresti eccellenti e operazioni di polizia di una certa rilevanza. La società non partecipa.

La vittoria di oggi è di quelle che restano negli annali. Altri 2 superlatitanti finiranno nelle patrie galere. Trovarli è stato complicatissimo. Andiamo per gradi.
Il 23 novembre del 2008, uomini della squadra mobile di Reggio Calabria, con l’ausilio dello Sco e della polizia olandese, arrestano ad Amsterdam Giuseppe Nirta, alias “Charlie”, ritenuto esponente di spicco del Clan omonimo, confederato con gli Strangio. In quell’occasione gli uomini della polizia, hanno la sensazione di essersi fatti scappare il colpo gobbo, quello che in gergo calcistico si definirebbe cappotto. Sono pressocchè sicuri che con Giuseppe “Charlie” Nirta, ad Amsterdam ci fossero anche Giovanni Strangio e Francesco Romeo.

Dopo l’arresto di Giuseppe Nirta, gli uomono della polizia olandese insieme a quelli della squadra mobile di Reggio Calabria, non hanno mollato la morsa sulla capitale olandese. Pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali. Alla fine li hanno trovati.

Si camuffavano quando uscivano, per non essere riconosciuti. Cappellino calato a coprire il volto, barba e pizzo per sembrare diversi dalle foto segnaletiche che, da anni ormai fanno il giro di mezza europa. E’ stato Francesco Romeo a portare gli uomini delle forze dell’ordine al covo dove si nascondevano. Avuta la certezza che la persona che entrava nel palazzo era proprio lui, i militari hanno atteso le 23 circa prima di fare irruzione nell’abitazione. I due non hanno opposto resistenza e non erano presenti armi all’interno dell’abitazione.

Con Strangio si chiude il capitolo della strage di Duisburg. Dopo le operazioni Fehida e Zaleuco, che hanno messo alla sbarra una sessantina di esponenti delle ndrine sanlucote, oggi è il momento più alto dell’intera stagione di indagini sul fatto del 15 agosto 2007. L’arresto di colui che gli inquirenti ritengono il promotore, organizzatore ed esecutore materiale. Giovanni Strangio, appunto.

Oggi lo Stato Vince, e la ndrangheta perde.
An.Mor.

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